ARRIVA IL #VOUCHERENDUM

Ed eccoci qui:

“Volete voi l’abrogazione degli artt. 48, 49 (come modificato al suo terzo comma dal d. lgs. n. 185/2016) e 50 del d. lgs. 15 giugno 2015, n. 81 recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’art. 1 comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (voucher)”?”.

Ieri la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum per l’abrogazione dei voucher lavoro. Si voterà entro giugno.

Nel frattempo oggi, si apprende che il governo intende modificare la legge. La cosa non impedirà il voto, visto che il voucher non sarà abrogato.

L’ottimo [/s] ministro Poletti:

Non sarà un maquillage per evitare il referendum

Ma il potere legislativo in Italia come funziona?

Nell’inestricabile groviglio di supercazzole che è ormai diventato il dibattito politico italiano ormai si sono perse anche anche le basi.

Da quando in qua è il governo che fa le leggi in una democrazia parlamentare?

Ah, giusto, scusate. Ho scordato di dirvi che, in questo bellissimo paese, negli ultimi anni si è verificato un curioso fenomeno. Da quando la legge elettorale ha reciso ogni relazione tra l’elettorato ed i parlamentari, questi ottengono il posto solo per la posizione che occupano nella gerarchia partitica (dove ancora esiste) ovvero nelle grazie del “Capo” .  I vertici dei partiti siedono sul banco del governo. E così, per la proprietà transitiva: il governo fa le leggi.

Benvenuti nel paradiso della legislazione per decreto.

Ah, ma c’è una complicazione. Troppi gruppuscoli. Ci si incarta in parlamento, a forza di scrivere emendamenti si consumano loro le maniche della giacca.

Per chi non se ne fosse accorto (tutti quelli che hanno votato SI) il referendum costituzionale del 4 dicembre era stato proprio questo: un tentativo di superare il guazzabuglio parlamentare spappolando definitivamente il parlamento.

Ma il popolo ha detto NO. Chi l’avrebbe pensato?

E adesso? Altri referendum.

Disinnescata la bomba di quello sull’art. 18, restano i fratelli sfigati:

  • #referendumappalti, più invisibile dell’Uomo Invisibile;
  • #voucherendum che, per la facilità di strumentalizzazione, sarà impugnato come una clava da tutti i politicos italicos in una zuffa epica le cui linee dovrebbero essere le seguenti: la destra se ne fotte, contando sul mancato raggiungimento del quorum. La sinistra non sprecherà un’altra occasione per dividersi e i sindacati vivranno giornate campali fingendo di difendere i diritti dei lavoratori.

Epic.

Nel frattempo si naviga a vista fino alla scadenza naturale della sciagurata diciassettesima legislatura, nata sotto gli inauditi auspici del bi-Napolitano.

Vi dice niente la cosa?

Non sanno che pesci pigliare. Terrorizzati dall’avanzata a cinque stelle fanno quello che tutti gli inetti della storia hanno fatto dall’inizio dei tempi all’invenzione di Candy Crush. Perdono tempo nella speranza che il problema svanisca da solo.

Ho una notizia per voi: non succederà.

E quindi?

Niente di meglio che una scorpacciata di sciocchezze sui lavoratori sfruttati, la precarietà, ma noi abbiamo ridotto la disoccupazione, ma voi avete introdotto i voucher sulla pelle dei cittadini, non è vero, e invece sì, con corollario di insulti, epiteti e scampanellate a Porta a Porta.

Eppure #voucherendum può diventare eroe per caso. Il tipo sfigato che in circostanze eccezionali esce le palle (sì lo so, grazie).

Perchè #voucherendum si trova all’incrocio di tutte le follie che stanno uccidendo l’Italia, rappresenta -in una scelta secca- la possibilità per il popolo di dire ancora la sua.

perchè votare NO

  • perchè abbiamo capito il giochetto di mettere i dipendenti contro gli autonomi, i lavoratori contro gli imprenditori, e non ci crediamo più. Perché abbiamo capito che solo alimentando queste false fratture gli apparati possono continuare ad estrarre risorse spropositate dall’economia produttiva e non ci stiamo più.
  • perchè il voucher lavoro è uno strumento semplice, snello e residuale che consente la prestazione di lavoro detassato, deregolamentato, deburocratizzato in un paese la cui legislazione lavoristica è più assurda e cervellotica di un regolamento ministeriale della DDR degli anni ’80.
  • perchè la polemica sui voucher serve ai politicos italicos per nascondere il fallimento in stile sovietico di una politica economica centralista, pianificatrice e predatoria.
  • perchè dopo i burocrati, i tecnici e gli imboscati Letta-Renzi per una volta, per favore, per una volta non potremmo provare -dico una volta- provare a lasciar fare al mercato. Avete presente: il libero scambio di beni e servizi.
  • e soprattuto perchè non vogliamo l’ennesima farsesca reincarnazione del pelato con l’elmetto, che è dietro l’angolo.

Ma dici sul serio?

tutto questo è #voucherendum?

per questo noi votiamo NO.

 

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